E’ una crociata anti-tasse
E’ una crociata anti-tasse
<<Rimborsi Iva negati? Li scontiamo dall’Irpef>>
Venerdì 4 ottobre 1996
di Sisto Capra
CASTEGGIO «Di, lo sapevi che il Laca, il fi glio del Paolino, fa la crociata contro il fisco?. Quando? «A novembre». La voce corre nel girone dei “tartassati”: commercianti e artigiani e professionisti, gente che gli va il fisco per traverso. «Di, e lo sapevi che il Luca va e viene da Conegliano e fa l’attivista della Life, l’associazione di Fabio Padovan e delle squadre anti-fisco in Veneto?». «Che gli dà man forte gente di Pavia e Sannazzaro. La curiosità infervora e intriga. Ma il Luca chi? Luca Sforzini, dell’Elettrotecnica, corso Torino 51.
ECCOCI da lui. Luca Sforzini ha 23 anni, maturità classica, iscritto a Scienze Politiche a Pavia e titolare, col padre Paolo, di un’azienda che costruisce e installa impianti di automazione industriale, tre operai e un’impiegata, alcune centinaia di milioni di fatturato, L’impiegata la paghiamo noi dice Ma in pratica lavora per lo Stato. E’ impegnata tutto il giorno a compilare moduli. Sforzini, già leader della Life (Liberi Imprendidori Fe- deralisti Europei) in provincia di Pavia è da qualche giorno anche responsabile regionale.
E’ vero, Sforzini, che a novembre sfiderete il fisco violando la legge? «Si – risponde – sto organizzando la rivolta fiscale in provincia». Cosa state architettando? «Una ribellione esemplare, una deliberata e provocatoria violazione della legislazione fiscale italiana, in occasione del pagamento dell’acconto Irpef, una delle mille scadenze dell’inferno tributario italiano che strangola tante piccole aziende».
Ci spieghi come funzionerà questa “rivolta”. «Semplice. Alcuni titolari di partita Iva- dobbiamo decidere quanti e chi – invece di pagare l’intero acconto Irpef dovuto, tratterranno una cifra pari al credito Iva maturato nei confronti del to Stato e non incassato. La Life li sosterrà economicamente, attraverso le quote dei propri associati, e si farà carico in prima persona, con i suoi dirigenti di tutte le conseguenze dell’azione».
Occhio per occhio, dente per dente? Volete farvi arrestare? «La nostra azione – risponde – è legittimata dalle norme dell’Unione Europea. Per la questione dei ritardati rimborsi Iva, infatti, l’Italia è da tempo nel mirino dell’Ue. Solo in provincia di Pavia ci sono 12 mila rimborsi fermi da anni e che non vengono versati ai contribuenti. Molte aziende in credito d’Iva devono rivolgersi alle banche, talvolta agli usurai, per sopravvivere, quando potrebbero prosperare in tranquillità se lo Stato onorasse il suo debito in tempi decenti. Con la nostra azione, il contribuente non fa che riappropriarsi di ciò che lo Stato italiano non gli restituisce. Dopodiché, noi dirigenti Life ci autodenunceremo e presenteremo un ricorso contro Roma alla Corte di Giustizia dell’Aja. All’Unione Europea non aspettano altro». Ne è convinto? «Si. Giovedi 26 settembre sono stato a Castelfranco Veneto, a parlare con il professor Mario Burgio,. assistente del commissario per le politiche fiscali dell’Ue Mario Monti. Burgio mi ha detto che, se la Life solleverà il caso davanti alla Corte dell’Aja, l’Unione europea, gliene sarà grata, perché la denuncia accellererà il procedimento che l’Ue intende aprire contro l’Italia inadempiente». Oltre alla guerra ai mancati rimborsi Iva, la Life ha in mente una seconda clamorosa rivolta anti-fisco. «Il governo – dice Sforzini – ha introdotto l’ennesima nuova tassa, l’Irep, imposta regionale sulla produzione. Ebbene, noi della Life lo dichiariamo sin d’ora: non la pagheremo». Perchè? «E’ una gabella-truffa. Si spaccia per federalismo fiscale un’ imposta regionale aggiuntiva e non sostitutiva, che va a gravare sulle aziende ed è in contrasto con la direttiva Cee del 1977, che vieta agli Stati membri di introdurre imposte sulla cifra d’affari, cioè sul fatturato. Sforzini cita, anche a questo proposito, l’assistente del commissario Monti: «Il professor Burgio mi ha detto che che a Bruxelles pensano che l’Irep ponga l’Italia automaticamente fuori dalla Comunità».
La Life a Pavia si era fatta viva per la prima volta a luglio: un drappello di una trentina di “liberi imprenditori federalisti di Pavia, Milano, Modena e veneti era andata all’assalto” dell’Intendenza di Finanza, considerata un ente inutile.
Prima della “rivolta fiscale” di novembre, la Life di Pavia ha in programma altre tre iniziative. leri alle 11 a Milano, manifestazione di protesta al dipartimento delle entrate, direzione generale della Lombardia, con comizio di Sforzini (vedi l’articolo sotto). Lunedi 7 ottobre, alle ore 21, Sforzini dà l’appuntamento ai simpatizzanti Life a Cava Manara, presso il bar Campana.
Nei prossimi giorni, infine, manifestazione presso l’azienda di Sforzini a Casteggio. «Daremo il via dice alla campagna contro l’illusione fiscale. La consegna delle buste paga ai dipendenti sarà l’occasione per svelare i trucchi dello Stato prestigiatore. Su una retribuzione lorda tipo di 2 milioni al mese per 13 mesi, il costo per un’azienda è di 40 milioni 786 mila lire, di questo gruzzolo, una volta detratti contributi, oneri, indennità, imposte indirette e balzelli vari, al dipendente non restano che le briciole: 15 milioni 116 mila lire (37%) contro 25 milioni 670 mila lire (63%) che vanno ad alimentare la mostruosa macchina dello Stato mangiasoldi».
La Life di Pavia farà infine una campagna dimostrativa contro l’Autovelox, lo strumento per le multe agli automobilisti che violano i limiti di velocità.

Gli iscritti si ritrovano a Cava Manara
Sforzini da Casteggio è il Padovan lombardo
PAVIA – Sforzini ha creato la sezione provinciale della Life a giugno ed è da pochi giorni anche responsabile della Life Lombardia.
I Liberi Imprenditori Federalisti Europei sono spuntati tre anni fa in Veneto per iniziativa di Fabio Padovan, che ha un’industria di infissi per finestre con 80 dipendenti a Santa Lucia di Piave in provincia di Treviso, ma sono diventati famosi soltanto all’inizio del ’96 per le “ronde anti-fisco”, che bloccavano la Guardia di Finanza prima che entrasse nelle aziende a fa- re i controlli.
«Ho sentito di Padovan dalla tv e dai giornali – dice Sforzini – poi l’ho avvicinato e ho cominciato a contattare con il fax clienti, fornitori, amici, artigiani, commercianti e professionisti. Abbiamo cominciato a riunirci nelle aziende, nei bar. Ora siamo quaranta iscritti. Qualche nome? Rodolfo Marinelli, che ha un centro ottico a Sannazzaro, e Marco Barabanti, che ha un videonoleggio a Pavia in Strada Nuova. Ci siamo detti: usciamo allo scoperto, basta delegare ad altri la soluzione dei nostri problemi».
Cosa l’ha convinto a mobilitarsi? Sforzini: «Ho visto mio padre per vent’anni non conoscere orari, ferie, lavorare venti ore al giorno anche a Ferragosto. E fuori la Finanza, l’Inps e l’Inail pronti ad incastrarti al minimo errore formale. Questo è l’incubo di tutti gli imprenditori, artigiani, commercianti. E’ come vivere sotto ricatto, perché ci sono tali e tante leggi e norme che si ha la consapevolezza di vivere nell’illegalità perenne. E poi ci sono le tasse, tante, assurde e implacabili, che costringono le aziende a sobbarcarsi costi pazzeschi, che le penalizzano rispetto agli stranieri». «Mi sono detto basta – continua Sforzini – E’ il momento di uno scatto di dignità. E’ ora di alzarsi in piedi e uscire dalle aziende».
Vogliono fare a meno dello Stato e per questo dichiarano guerra a tutto e a tutti. Vedono nemici ad ogni passo. Così li elenca Sforzini: «La Confindustria, che tutela soprattutto le grandi aziende per le quali l’accesso al credito è privilegiato. Poi le banche, che per noi piccoli produttori sono usuraie. Poi i sindacati che difendono il mercato del lavoro ingessato e senza flessibilità. Poi le associazioni di categoria complici della burocrazia al potere, come la Cna, la Confcommercio, la Confartigianato, la Confagricoltura».
E chi sono i vostri amici? Bossi? «Con la Lega abbiamo un non rapporto, cordiale estraneità. Loro hanno proclamato la Padania indipendente. Noi vogliamo toglierci dai piedi lo Stato. Ed è nostra intenzione, raggiungere questo scopo in Italia».
Sforzini ha partecipato alla prima assemblea nazionale della Life, il 7 settembre a Vicenza. Il fondatore Padovan si è un po’ eclissato, «Comprato dal Polo delle Libertà», hanno liquidato la cosa i maligni. «Interamente dedicato al ruolo di agitatore e provocatore, è la versione di Sforzini. Il nuovo leader nazionale è diventato Giorgio Panto, industriale di Treviso, finora noto soprattutto per avere sponsorizzato la trasmissione tv degli spogliarelli «Colpo grosso», con Smaila.
Fonte: la Provincia PAVESE